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La volontà del defunto e la dispersione delle ceneri dopo la cremazione

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Il momento intimo in cui la famiglia e gli amici salutano la persona cara e si prende coscienza delle volontà del caro estinto ha cambiato stile, registrando un aumento delle richieste di cremazione in tutto il territorio italiano. Si tratta di una scelta che può dipendere da un desiderio intimo della persona che ha sempre mostrato una particolare concezione della morte oppure da ragioni economiche che destabilizzano le famiglie colpite dal lutto. 

Ad oggi il “Cenere alla cenere e polvere alla polvere” dell’insegnamento cattolico cristiano che prevede l’inumazione si apre alla cremazione, purché i promotori della pratica continuino a credere nella Resurrezione. La volontà di essere cremati può essere espressa attraverso una disposizione testamentaria oppure manifestata al coniuge o ai parenti più prossimi dello stesso grado. 

I familiari che intendono onorare la memoria del defunto rispettandone le volontà devono rivolgersi a un’agenzia di pompe funebri per ottenere tutti i documenti necessari a procedere con la cremazione. Nella pratica della cremazione, poi, la persona cara può aver espresso il desiderio di essere racchiuso in un’urna cineraria da tumulare in tomba o colombario oppure da collocare presso il domicilio dei suoi familiari. 

L’agenzia di pompe funebri incaricata del servizio funebre che prenderà in carico la richiesta soltanto a seguito di una disposizione testamentaria redatta in vita presso un notaio o una registrazione a una associazione pro cremazione riconosciuta o a una società di cremazione. La persona incaricata della dispersione delle ceneri può essere una persona indicata dallo stesso defunto, un rappresentante legale dell’ente pro cremazione o un esecutore testamentario. 

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